“Dio è morto!”

“Dio è morto!”

Lo ha urlato Nietzsche in piazza.

E il fantomatico superuomo ha provato a riempirne il vuoto.

Rifiuta di buttare le monetine nel cestino delle offerte, preferisce sentirle strisciare nella fessura di una slot machine.

Rifiuta di bere il corpo di Cristo, preferisce spappolarsi il fegato al bancone di un bar.

Rifiuta di sentire l’odore di incenso proveniente dal turibolo, preferisce riempirsi i polmoni di nicotina.

Rifiuta di mangiare il corpo di Cristo, preferisce impasticcarsi di stupefacenti.

Rifiuta di andare a confessarsi dal sacerdote, preferisce pagare lo psicologo.

Dio è morto.

Amen.

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