Non avrei resistito.

Se fossi entrata non avrei resistito ai tuoi lobi e al tuo collo disadorno degli orecchini e delle catenelle che indossavi tutti i giorni.

Se fossi entrata non avrei resistito alla tua fronte rilassata; tu che avevi sempre un solco profondo che la attraversava, tipico di chi è sempre indaffarato.

Se fossi entrata non avrei resistito all’odore asettico delle tue mani; tu che avevi i palmi che profumavano sempre di soffritto e pasta sfoglia.

Se fossi entrata non avrei resistito alla tua pelle asciutta; tu che l’avevi sempre imperlata di sudore.

“Entra a darle l’ultimo saluto, è come se dormisse!”

Ma non sapevano niente loro di come tu dormivi. Non lo sapevano che avrebbero dovuto metterti un braccio sul viso a coprirti gli occhi e sistemarti le gambe come due sacchi di patate.

Non lo sapevano che avrebbero dovuto tirare giù le tapparelle perché poi la mattina la luce del sole ti dava fastidio.

Scommetto che non ti hanno nemmeno messo il rosario sul comodino.

“INVURNÌ!”

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